L’artrite di ginocchio, un problema molto comune.

Per Artrite si intende genericamente l’infiammazione di un articolazione, indipendentemente dalla causa che l’ha generata. Dolore, gonfiore e rigidità sono i sintomi principali. Qualunque articolazione del nostro corpo può esserne interessata. Tra queste il ginocchio è sicuramente una di quelle più frequentemente colpite, e chi ne soffre sa molto bene quanto può essere invalidante.

L’artrite è un enorme problema di salute pubblica. Si stima che ne è affetta una persona su 4 oltre i 60 anni. Le persone colpite in Italia sono circa 4 milioni. Si può con una certa sicurezza affermare che chiunque ha almeno un familiare che ne è interessato. È una delle maggiori cause di disabilità, responsabile di circa il 17% dei casi di disabilità. Il problema assume dimensioni ancora maggiori se si pensa al crescente invecchiamento della popolazione, si stima infatti che nel 2020 l’Italia sarà il paese più vecchio al mondo.

Avere l’artrite al ginocchio può voler dire avere molta difficoltà in molte attività quotidiane, come camminare o salire le scale. Rappresenta, inoltre, una delle maggiori cause di assenza dal lavoro.

Le forme più comuni di artrite sono l’osteoartrosi (o artrosi) e l’artrite reumatoide, ma sono conosciute più di 100 forme differenti. Sono affezioni tipiche dell’età adulta, ma esistono anche le artrite giovanili e infantili sebbene siano molto più rare.

Molti non ci crederanno ma ad oggi non esiste cura che permetta di risolvere l’artrite. Ci sono però molte forme di trattamento, sempre più raffinate grazie ai progressi scientifici, che permettono di tenere i sintomi sotto controllo e limitare i casi di disabilità, spesso con notevole successo.

Anatomia

knee-meniscusIl ginocchio è l’articolazione più grande e robusta del corpo umano. È costituita dalla parte inferiore del femore, dalla parte superiore della tibia e dalla rotula. Le superfici di queste tre ossa che vengono a contatto tra loro sono rivestite da cartilagine articolare, un tessuto liscio e scivoloso che protegge e ammortizza le ossa nei movimenti del ginocchio. Questo tipo di cartilagine prende il nome di cartilagine ‘

Due formazioni fibro-cartilaginee a forma di ‘C’, chiamate menischi, ammortizzano ulteriormente gli urti tra il femore e la tibia. Inoltre aiutano a mantenere l’articolazione più stabile accompagnandone tutti i movimenti.

Descrizione

I tipi di maggiori di artrite che colpiscono il ginocchio sono l’osteoartrosi (o , più semplicemente, artrosi), l’artrite reumatoide e l’artrite (o artrosi) post-traumatica.

Osteoartrosi

L’osteoartrosi è la forma più comune di artrite del ginocchio. È una forma  degenerativa di artrosi dovuta all’usura e alle microlesioni che si sviluppano nel tempo e occorre maggiormente sopra i 50 anni di età, anche se talvolta colpisce persone più giovani.

Nell’artrosi la cartilagine del ginocchio si usura gradualmente nel tempo. Man mano che si usura, la cartilagine perde di consistenza e diviene più rugosa. Ciò fa si che le sue proprietà meccaniche si deteriorino progressivamente venendo meno la sua funzione protettiva. Si può arrivare allo sfregamento di un osso contro l’altro e alla formazione di escrescenze osse dolorose, chiamate osteofiti.

progressione artrosi
Progressione della patologia artorsica

L’osteoartrosi si sviluppa lentamente e il dolore tende a peggiorare gradualmente nel tempo.

Atrite Reumatoide

L’artrite reumatoide è una malattia cronica che attacca molte articolazioni del corpo umano, compresa l’articolazione del ginocchio. Si manifesta solitamente in maniera simmetrica, cioè colpisce le stesse articolazioni di entrambi i lati del ginocchio.

Nell’artrite reumatoide la membrana sinoviale che copre le cartilagini diventa edematosa e ciò contribuisce al dolore e alla rigidità articolare.

L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune, cioè dovuta a un anomalia del sistema immunitario che attacca i propri stessi tessuti. Così facendo il sistema immunitario danneggia i tessuti normali (come la cartilagine e i legamenti) e indebolisce le ossa.

Artrosi Post-traumatica

L’artrosi post-traumatica è una forma di artrite che si sviluppa dopo una lesione al ginocchio. Per esempio, se si frattura una parte di osso che compone la superficie interna dell’articolazione questo evento può far sviluppare negli anni l’artrosi.

Le lesioni meniscali e legamentose possono causare instabilità ed essere fonte di ulteriore usura dell’articolazione, che nel tempo può evolvere verso la degenerazione artrosica.

Sintomi

Il ginocchio artrosico (o artritico) può essere doloroso e infiammato. Generalmente il dolore si sviluppa gradualmente nel tempo, ma è anche possibile che insorga improvvisamente. Oltre al dolore possiamo osservare diversi altri sintomi, in particolare:

  • l’articolazione può diventare rigida e gonfia, rendendo difficile la completa flessione e la completa estensione
  • Il dolore e il gonfiore può essere peggiore al mattino o dopo un periodo prolungato di riposo
  • Un’attività fisica intensa può aumentare il dolore e può far gonfiare l’articolazione
  • Frammenti cartilaginei o di altri tessuti possono trovarsi liberi nello spazio articolare e possono disturbare la fluidità del movimento articolare. Il ginocchio può anche bloccarsi durante il movimento. Si possono sentire rumori articolari di vario tipo (scrosci, scatti, crepitii)
  • Il dolore può causare una sensazione di debolezza o cedimento del ginocchio
  • Molte persone con artrosi riferiscono di ‘sentire il tempo’, ovvero di avvertire una sensazione dolorosa maggiore del solito quando piove o c’è brutto tempo.

Esame clinico

Il colloquio con il medico si concentra sui sintomi e sulla storia medica del paziente. La visita vera e propria consiste in una esame fisico che comprende la ricerca dei punti dolorosi e alcuni test speciali che vengono eseguiti sul ginocchio. Il percorso diagnostico si completa con le indagini radiologiche e, spesso, con gli esami del sangue.

Esame fisico

Durante la visita il medico controlla:

  • Gonfiore, calore, rossore
  • Zone di alterata consistenza del ginocchio
  • Arco di movimento dell’articolazione sia attivamente (eseguito dal paziente) che passivamente (eseguito dal medico)
  • Stabilità del ginocchio
  • Crepitii durante il movimento
  • Dolore sotto carico
  • Problemi del passo
  • Segni di lesioni legamentose, muscolari o tendinee
  • Interessamento di altre articolazioni

Indagini radiologiche

  • Radiografie. Devono essere sempre eseguite. Permettono di osservare l’osso nel dettaglio e consentono di distinguere tra diverse forme di artrosi. Possono mostrare una riduzione dello spazio tra le ossa che compongono l’articolazione o cambiamenti di consistenza. Possono far vedere gli osteofiti.
  • Altri test. Talvolta può essere utile eseguire una Risonanza Magnetica, una TAC o una scintigrafia per definire alcune condizioni dell’osso o dei tessuti molli del ginocchio.
gonartrosi
Radiografie standard di un ginocchio normale e di un ginocchio artrosico a confronto

Esami del sangue

Il medico può prescrivere alcuni esami del sangue per verificare il tipo di artrite che colpisce il ginocchio, in particolare nel caso in cui sospetti una forma autoimmune. In casi come questi (come per esempio l’artrite reumatoide) gli esami del sangue aiutano a eseguire correttamente la diagnosi.

Trattamento

È bene non farsi illusioni: per l’artrite non c’è cura. Però ci sono numerosi trattamenti che possono controllare i sintomi e contrastare la disabilità che ne deriva, con risultati talvolta sbalorditivi.

Trattamento non chirurgico

Il trattamento iniziale per qualunque forma di artrite è il trattamento non chirurgico. Il medico può consigliare una vasta gamma di opzioni:

Modificare lo stile di vita. Alcuni cambiamenti nello stile di vite possono proteggere il ginocchio e rallentare la progressione dell’artrite:

  • Limitare le attività che aggravano la condizione (come salire le scale)
  • Passare da attività fisiche ad elevato impatto (correre, giocare a tennis) ad attività a basso impatto (come nuotare o andare in bici)
  • In caso di sovrappeso cercare di raggiungere il peso forma

Terapia Fisica. Esercizi specifici possono aumentare il mobilità e la flessibilità del ginocchio e rinforzare i muscoli dell’arto. Il medico o il terapista possono fornire un programma individualizzato di esercizi sulla base delle necessità e dello stile di vita (vedi anche Artrite ed attività fisica.).

Ausili e tutori. Usare alcuni dispositivi come le stampelle (in particolare nei periodi di aggravamento dei sintomi), calzature ammortizzanti, tutori di vario genere possono essere di aiuto. Un tutore può aiutare la stabilità e migliorare il funzionamento globale del ginocchio, in particolare in quei casi in cui l’artrite colpisce una sola zona del ginocchio. I tutori possono migliorare la stabilità globale del ginocchio oppure essere di supporto per quelle zone del ginocchio maggiormente sovraccaricate.

Altri rimedi. Applicare la borsa del ghiaccio (in caso di ginocchio caldo e gonfio) o impacchi caldo-umidi (in caso di ginocchio rigido), usare creme lenitive o antiinfiammatorie, effettuare bendaggi elastici sono tutte misure che possono essere di qualche aiuto.

Farmaci. Molti tipi di farmaci sono utili per il trattamento dell’artrite del ginocchio. Poichè la risposta ai farmaci può variare notevolmente da individuo a individuo, è bene calibrare la terapia farmacologica in base alla risposta del singolo paziente. Per questa ragione una terapia ottimale spesso comporta un frequente contatto tra medico e paziente.

  • Gli analgesici da banco spesso rappresentano la prima scelta di trattamento. Il paracetamolo ne è un esempio, ma anche i comuni antiinfiammatori (farmaci antiinfiammatori non steroidei o  FANS) a basso dosaggio. Spesso riescono a risolvere i primi sintomi della patologia articolare. Come tutti i farmaci, però, possono avere effetti collaterali e interagire con altri farmaci già in uso, pertanto in caso di assunzione prolungata si dovrebbe sempre consultare un medico.
  • Quando somministrati a dosaggio medio-alto i farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene o il naprossene possono essere acquistati solo dietro prescrizione medica.
  • Gli inibitori della COX-2 sono dei FANS molto particolari studiati per dare meno effetti collaterali a livello gastrico. I principi attivi di quelli più noti sono il celecoxib e l’etoricoxib. Un inibitore della COX-2 riduce il dolore e l’infiammazione più selettivamente di un FANS, pertanto gli effetti avversi sullo stomaco (es. gastrite, ulcera) sono limitati. Chi prende questi farmaci non dovrebbe utilizzare altri FANS, compresi quelli dal banco. Sono spesso controindicati in caso di cardiopatia.
  • Corticosteroidi (meglio conosciuti come farmaci cortisonici) sono potenti antiinfiammatori che possono essere iniettati nell’articolazione. Queste iniezioni riducono l’infiammazione e spesso risolvono la sintomatologia dolorosa. Purtroppo l’effetto è spesso limitato nel tempo e il loro uso eccessivo potrebbe danneggiare ulteriormente la cartilagine articolare. Generalmente si cerca di non superare le 3-4 infiltrazioni annue. Molto usati in passato anche per via orale, oggi il loro uso viene limitato allo stretto necessario a causa degli importanti effetti indesiderati che possono dare il loro prolungato.
  • Farmaci Antireumatici vengono utilizzati per rallentare la progressione di malattie reumatiche come l’Artrite Reumatoide o l’Artrite Psoriasica. Esempi di questi farmaci sono il Metotrexate, la Sulfasalazina e la Colchicina. Alcuni di essi, chiamati Immunosoppressori, agiscono sul sistema immunitario e vengono usati nelle forme autoimmuni. La loro gestione è, nella maggior parte dei casi, di competenza specialistica reumatologica.
  • La Viscosupplementazione consiste nell’iniettare delle sostanze all’interno dell’articolazione per migliorare la qualità del fluido sinoviale. Oltre all’effetto meccanico ‘lubrificante’ è stato dimostrato anche un effetto antiinfiammatorio a lungo termine.
  • La Glucosamina e il Condroitin solfato, sostanze che si trovano naturalmente nella cartilagine articolare, possono essere prese come supplemento dietetico. Al momento non ci sono evidenze che dimostrano che queste sostanze possano rallentare la progressione dell’artrite, è però esperienza piuttosto comune che la loro assunzione per un periodo prolungato (2-3 mesi) produce un certo sollievo del dolore.

Terapie alternative. Sebbene non completamente provate scientificamente, molte forme di terapie alternative possono rivelarsi benefiche. È sempre raccomandabile informare il proprio medico di medicina generale o lo specialista di fiducia quando ci si affida a terapie di questo tipo. Esempi di terapie del genere sono l’agopuntura e la magnetoterapia.

L’agopuntura consiste nell’utilizzo di sottili aghi per la stimolazione di zone specifiche del corpo allo scopo di ridurre il dolore o ‘anestestetizzare’ temporaneamente quella zona. Sebbene sia usata in molte parti del mondo, ci sono pochi studi scientifici che ne comprovino l’efficacia. Se si sceglie questa forma di trattamento, è sempre importante essere sicuri di affidarsi ad un agopunturista certificato.

Con la magnetoterapia si inviano degli impulsi magnetici al ginocchio che hanno la funzione di limitare la risposta infiammatoria e rinforzare la cartilagine articolare. Ha il vantaggio di essere una terapia non dolorosa e praticamente senza effetti collaterali. Gli studi scientifici che ne dimostrano una certa validità sono sempre più numerosi, sebbene nella maggior parte dei casi i risultati non siano pienamente soddisfacenti.

Trattamento chirurgico.

Lo specialista ortopedico può consigliare il trattamento chirurgico quando i sintomi dell’artrite non vengono più alleviati da altri trattamenti non chirurgici. Come per ogni tipo di chirurgia, sebbene in percentuali molto limitate, ci sono alcuni rischi e possibili complicanze che andrebbero discusse prima dell’intervento.

ArtroscopiaIl trattamento artroscopico si avvale di piccole incisioni per l’introduzione di strumenti chirurgici sottili che permettono di osservare l’articolazione dal suo interno e trattare lesioni specifiche. È, in chirurgia ortopedica, la metodica mini-invasiva per eccellenza.

La chirurgia artroscopica non è molto utilizzata per il trattamento dell’artrite, se non in casi particolari. Può rivelarsi utile in quei casi di artrosi in cui vi sia contemporaneamente una lesione meniscale. In questi casi l’artroscopia può risolvere la lesione meniscale (meniscectomia), ma la patologia articolare vera e propria non viene trattata.

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Immagine artroscopica di una meniscectomia selettiva

Trapianto di Cartilagine. Tessuto cartilagineo normale può essere prelevato da un’altra zona del ginocchio per riempire un difetto cartilagineo focale in una zona di carico (mosaicoplastica). Recentemente sono stati sviluppati materiali artificiali e derivati biologici usati in vece del trapianto (v. post sui difetti cartilaginei). Sono tecniche solitamente riservate per pazienti giovani che hanno piccole aree di danno cartilagineo.

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Sinoviectomia. Nell’artrite reumatoide la membrana sinoviale che riveste l’articolazione può essere rimossa per ridurre il dolore e la tumefazione.

Osteotomie. Sono tecniche che consistono nel riallineare l’asse di un ginocchio ‘sbilanciato’ a causa di un alterato allineamento. L’intervento può essere eseguito sulla tibia o sul femore a seconda del tipo di deformità. Esso permette di ridurre la pressione su una zona sovraccaricata di ginocchio e distribuire meglio i carichi. Può rivelarsi una tecnica di estrema efficacia, soprattutto nelle fasi iniziali dell’artrite.

Protesi parziale o totale di ginocchio. Consiste nel rimuovere la cartilagine danneggiata con un sottile strato di osso sottostante e posizionare in loro sostituzione  componenti artificiali (fatte di leghe metalliche e materiale plastico). I risultati sono spesso stupefacenti con un’altissima percentuale di successo. Purtroppo hanno una durata limitata nel tempo (10-15 anni), per cui si cerca di riservarle ai pazienti più sù di età (idealmente oltre i 60-65 anni). I miglioramenti tecnici hanno permesso lo sviluppo di metodiche mini-invasive (o poco invasive) che permettono tempi di guarigione ridotti.

Riabilitazione. Dopo ogni tipo di trattamento chirurgico è necessario un certo periodo di riabilitazione. Il tempo e il tipo di riabilitazione dipendono strettamente dal tipo di chirurgia che è stata eseguita.

Lo specialista può consigliare la fisioterapia per rinforzare il ginocchio e ripristinarne la mobilità. A seconda della procedura, può essere necessario utilizzare dei tutori e/o le stampelle per un certo periodo di tempo.

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